Vai al contenuto

Classifica

  1. Paolo Bortolini

    Paolo Bortolini

    Curatore gestione dello studio


    • Punti

      46

    • Numero contenuti

      1677


  2. Emilio Corvino

    Emilio Corvino

    Elite


    • Punti

      23

    • Numero contenuti

      4232


  3. Giorgio Balich

    Giorgio Balich

    Curatore Forum Sindacale


    • Punti

      23

    • Numero contenuti

      3329


  4. Mario Pagnanelli

    Mario Pagnanelli

    Curatore Gestione e Manutenzione delle Attrezzature Medicali


    • Punti

      21

    • Numero contenuti

      7048


Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 04/06/24 in Risposte

  1. Introduzione: La germectomia è un metodo chirurgico eseguito più tipicamente nei giovani adulti. Un white paper dell'American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons riguardante i dati M3 descriveva la germectomia come la rimozione di un dente che ha un terzo (o meno) di sviluppo della radice con un legamento parodontale radiograficamente distinguibile. Alcuni Autori preferiscono la rimozione chirurgica precoce per vari motivi. La rimozione chirurgica precoce eviterebbe qualsiasi rischio correlato come carie dentale, pulpite o lesioni cistiche. Inoltre, la rimozione precoce potrebbe ridurre le complicanze postoperatorie rispetto alla rimozione chirurgica ritardata. L’età cronologica migliore per la germectomia deve ancora essere determinata. I sette-dieci anni di età si sono rivelati un periodo difficile per un intervento chirurgico a causa della scarsa compliance del paziente e del riluttante consenso dei genitori. Inoltre, la prognosi di M2 è difficile da valutare in questa fascia di età a causa della mancanza di determinati criteri per la valutazione della discrepanza spaziale. Per quanto riguarda la tecnica chirurgica, nel 2011 è stato condotto uno studio randomizzato e controllato split-mouth per confrontare i risultati dell'ostectomia con metodi piezoelettrici e rotatori: metà dei pazienti ha indicato un maggiore comfort con la chirurgia piezoelettrica, mentre i pazienti che hanno preferito il metodo rotatorio hanno citato la durata dell'intervento più breve. Tuttavia, va sottolineato che la durata dell’intervento chirurgico è stata notevolmente ridotta grazie ai nuovi dispositivi piezoelettrici, molto più potenti dei loro predecessori e dotati di punte per osteotomia di nuova concezione e più efficaci. Conclusione: Gli Autori hanno opinioni diverse sull’opportunità di eseguire la germectomia. È importante comprendere i vantaggi e gli svantaggi di ciascun piano di trattamento prima di svilupparne uno per ciascun M3. La comunicazione con i pazienti e i loro genitori riguardo al piano e ai suoi risultati deve avere la priorità. Molti chirurghi hanno proposto tecniche chirurgiche distinte. È essenziale valutare a fondo ogni aspetto del piano di trattamento e delle tecniche chirurgiche da utilizzare. Infine, la rimozione precoce di M3 può ridurre ed eliminare alcune delle complicazioni più spiacevoli della rimozione tardiva di M3. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Themkumkwun S, Sawatdeenarunat S, Manosuthi P. Surgical removal of third molars in a young adult: review of indications and surgical techniques. J Korean Assoc Oral Maxillofac Surg. 2023 Aug 31;49(4):184-191. Pogrel MA, Dodson TB, Swift JQ, Bonine FL, Rafetto LK, Kennedy JE, et al. White paper on third molar data. American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons. Bisconte P, Matarrese L, Del Rosso E, Farronato. Germectomy of third molars in orthodontic therapy: usefulness of volumetric analysis with TC cone beam. Austin J Radiol 2017;4:1072. https://doi.org/10.26420/austinjradiol.2018.1072. Bjørnland T, Haanaes HR, Lind PO, Zachrisson B. Removal of third molar germs. Study of complications. Int J Oral Maxillofac Surg 1987;16:385-90. https://doi.org/10.1016/s0901-5027(87)80072-3. Bartuli FN, Piva P, Savo A, Di Dio M, Luciani F, Arcuri C. Lower third molar germectomy: the flap recovery on the lower second molar. A clinical study. Int J Clin Dent 2014;7:289-94. Finne K, Klämfeldt A. Removal of lower third molar germs by lateral trepanation and conventional technique. A comparative study. Int J Oral Surg 1981;10:251-4. https://doi.org/10.1016/s0300-9785(81)80067-1. Ling XF, Heng TL, Mohamad AF. Which procedure is better: germectomy or surgical removal of mandibular third molar? Int J Oral Maxillofac Surg 2017;46 Suppl 1(Suppl 1):110-1. https://doi.org/10.1016/j.ijom.2017.02.390. Sivolella S, Berengo M, Bressan E, Di Fiore A, Stellini E. Osteotomy for lower third molar germectomy: randomized prospective crossover clinical study comparing piezosurgery and conventional rotatory osteotomy. J Oral Maxillofac Surg. 2011;69:e15–23. doi: 10.1016/j.joms.2010.12.036. Tarquini G. Ruolo della chirurgia osseo-resettiva nella terapia delle lesioni endo-parodontali: descrizione di un caso clinico. Implant Tribune Italian Edition; 4/2023: 12-13 Tarquini G. Técnicas de cirugia periodontal: del diagnostico a la terapia.Textbook (ESP) Editorial AMOLCA (March 2021) Tarquini G. Clinical evaluation of T – Black ultrasonic tips in oral surgery. A clinical report. American Dental news 2011 Tarquini G. Terapia delle atrofie mascellari mediante innesti in blocco di osso autologo: descrizione di un caso clinico. Implantologia Implantoprotesi e Digitale (Quintessence Publishing) N° 2/2018: 07-15 Tarquini G. Diagnosi e trattamento multidisciplinare di un odontoma composto. Descrizione di un caso clinico. Implants Italy; 2/2019: 24-28 Per ulteriori informazioni: CLICK HERE
    2 punti
  2. Introduzione: Come è noto, una diagnosi di parodontite richiede un minimo di "almeno due denti non contigui interessati da perdita di attacco interprossimale". Come affermato da Kornman nel 2019, questo requisito è stato incorporato nella nuova classificazione delle malattie parodontali e peri-implantari per ridurre al minimo i falsi positivi, ovvero per impedire false diagnosi di parodontite quando si è in presenza di lesioni parodontali isolate. La presenza di lesioni isolate - anche di grave entità - non diagnosticabili come parodontite è invece definita come "incidental attachment loss" o perdita di attacco incidentale. Questa definizione è stata introdotta anche in riconoscimento del fatto che la parodontite propriamente detta raramente colpisce solo un singolo dente: questo significa che - come detto prima - un paziente che presenta una perdita di attacco un singolo elemento dentario non dovrebbe essere diagnosticato come affetto da parodontite. Il punto è che, sebbene una lesione dovuta a perdita di attacco incidentale (che interessa quindi un singolo elemento dentario in una dentatura altrimenti intatta) possa essere attribuita a una causa diversa dalla parodontite (ad esempio, frattura della radice, denti del giudizio inclusi, lesione endodontica, ecc.) essa rappresenta in ogni caso un cosiddetto "locus minoris resistentiae", ovvero un fattore di rischio sito-specifico per un'ulteriore progressione della perdita di attacco in quel sito. Alla luce di ciò, il clinico dovrebbe in ogni caso stadiare la singola lesione in modo appropriato, descriverla ulteriormente come "localizzata" e trattarla secondo uno specifico protocollo chirurgico/non chirurgico: per quanto riguarda la terapia (che potrà essere di Fase 2 o Fase 3 a seconda della gravità della lesione stessa) ovviamente dipende dalle condizioni locali alla baseline. Di seguito, un caso clinico di incidental attachment loss a carico della radice distale dell'elemento 3.7 causata dalla presenza dell'elemento 3.8 ritenuto, poi successivamente estratto. La lesione sull'aspetto distale dell'elemento 3.7 è stata trattata secondo un approccio di tipo rigenerativo (GTR) mediante innesto osseo di origine eterologa e allocazione di una membrana di tipo riassorbibile. Conclusione: Alcuni pazienti presentano lesioni parodontali che non soddisfano i criteri diagnostici per la malattia parodontale: queste lesioni isolate sono definite come "incidental attachment loss" (o perdita di attacco incidentale) e sono generalmente associate a fratture dentali, malposizioni, danni causati sulla radice distale dei secondi molari dovuti alla presenza di terzi molari ritenuti, carie cervicali, lesioni endodontiche, ecc. I siti con una diagnosi clinica positiva per queste lesioni sono pertanto considerati siti a rischio per ulteriore perdita di attacco e devono essere trattati come qualsiasi sito parodontale. Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE
    1 punto
  3. Interessante riferimento bibliografico riguardante l'eziologia multifattoriale dell'assenza di papilla interdentale (Sharma & Park, 2010). From: Sharma AA, Park JH. Esthetic considerations in interdental papilla: remediation and regeneration. J Esthet Restor Dent. 2010;(22):18-30.
    1 punto
  4. Un esempio di come la cavitazione ultrasonica possa disgregare e rimuovere il biofilm batterico intorno a un impianto endosseo: un saluto Giacomo Tarquini
    1 punto
  5. Sono completamente d'accordo. In effetti la proposta di germectomia in pazienti di 6-8 anni di vita è fortemente osteggiata dai genitori per motivi facilmente comprensibili. Sono più disposti ad accettare l'intervento dopo i 12 anni di età meglio con chirurgia piezoelettrica. Complimenti per l'articolo molto esaustivo.
    1 punto
  6. La triplice vascolarizzazione e' un aspetto anatomico molto importante e si riflette clinicamente sulla % di successo di questo intervento. Colgo l' occasione per evidenziare i rapporti che il BFP (Buccal Fat Pad) contrae con il dotto parotideo. La dissezione dovra' quindi essere estremamente cauta; per via tagliente limitatamente all' incisione del periostio e da li' in poi proseguira' rigorosamente per via smussa. L' incisione del periostio dovra' essere da principio limitata (Stajcic raccomanda un' incisione di 5 mm.) per poi estendersi progressivamente ovemai ce ne fosse bisogno. Questo allo scopo di evitare l' erniazione del BFP in cavita' orale. un saluto Giacomo Tarquini
    1 punto
  7. Concordo in pieno. Questi sono gli interventi che mi piacciono. Altro che limo quattro denti e ci metto le capsule...
    1 punto
×
  • Crea Nuovo...